J. Evola: TEORIA DELL' INDIVIDUO ASSOLUTO
(Bocca, Milano 1927).
"Vita Nova",
febbraio 1928

 

[in ôVita Nova (1925-1933). A cura di G. F. Lami - Fondazione Julius Evola, 1999]

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....Di J. Evola abbiam parlato altra volta: non è il caso di tornarci su. Ci limitiamo a presentare al lettore il suo ultimo volume: Teoria dell'individuo assoluto (Bocca, nella Piccola Biblioteca di Scienze moderne). Bel volume, curato con diligenza, di 370 fitte pagine, nelle quali l'A. rielabora con innegabile maestria i suoi Saggi sull'Idealismo magico, e L'uomo come potenza, e, insomma, il suo sistema di riforma dell'idealismo assoluto. Anche qui dobbiamo dire che, dopo il misticismo del Padovani, vien giusta, per amor de' contrasti, la menzione di questo ch'è una specie di misticismo francamente anticristiano, pagano addirittura. E, strana coincidenza, la tesi dello Evola coincide con quella del Saitta, su ricordata: la sola, unica, realtá è quella dell'individuo. Dio, il soggetto universale, non esiste (p. 341). S'intende: la coincidenza è come quella precedente del Padovani: puramente esteriore. Essa copre, anzi, un'antitesi stridente: il Saitta svolge un lato dell'idealismo, il lato storicistico; l'Evola oppone all'idealismo (ch'egli accetta come espressione ultima e più compiuta del pensiero speculativo) una concezione attivistica dell'io, che sta tra il superuomo nietzschiano e il principio di un pragmatismo autorealizzatore in virtù della magia. Il «magismo» dovrebbe, così, ricongiungendosi alle correnti irrazionalistiche d'altra derivazione, correggere il«logicismo» della filosofia idealistica. Se la cosa interessa, veda da sé il lettore.


Armando Carlini

 


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