J. Evola:: L'UOMO COME POTENZA
(Casa Ed. Atanòr, Todi-Roma 1926)
"Vita Nova", gennaio 1927

[in ôVita Nova (1925-1933). A cura di G. F. Lami - Fondazione Julius Evola, 1999]

....Di J. EVOLA parlammo tempo fa, a proposito del suo «Idealismo magico». Ora ci sta innanzi un altro bel volume L'uomo come potenza, ch'è un'esposizione dei «Tantra» nella loro metafisica e nei loro metodi di autorealizzazione magica (Casa edit. Atanor, Todi-Roma, 1926). Si vuole qui fecondare il senso religioso occidentale con quello orientale, con quello indiano particolare dei Tantra: per questi il mondo non è maya, né il fine della vita è il buddistico nirvana, ma è la potenza dello spirito attraverso il corpo su tutto il mondo. Come dice l'annuncio, «gli uomini di buona volontà qui potranno trovare mezzi per tentare l'avventura più affascinante e più pericolosa in cui possa cimentarsi lo spirito». Si tratta, infatti, di un attivismo e di un'esaltazione della volontà congiunta a un senso cosmico della realtà sovrasensibile (che in questo caso si direbbe meglio «ipersensibile»).
....In opposizione a quella dello Zanfrognini, questa si potrebbe chiamare una «mistica dell'immanente»! La quale non ha più per noi, in realtà nessun senso religioso. L'uomo qui è deificato. «Noi oggi (scrive l'A. alla fine della conchiusione) dobbiamo assolutamente finirla con il cristianesimo». La fecondazione si dovrebbe, così, risolvere in una distruzione. Per quanto l'A. mostri ingegno e industria a difendere e valorizzare i suoi Tantra e la loro reposta sapienza, noi restiamo dell'opinione che il Vangelo valga parecchio di più, e che col suo linguaggio aperto anche ai più umili formi ancora la base più solida della civiltà moderna e della superiorità mentale dell'Occidente.


Armando Carlini

 


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