Olio su tela, cm. 95,5x77,5
Firmato (originariamente) in alto a sinistra "Evola"
Collezione privata
Sul retro del dipinto una scritta, tracciata dalla moglie di Francis Picabia, ne attribuisce la paternità a Picabia, ma si tratta di un tentativo effettuato in tempi recenti di porre l'opera sul mercato con una maggiore valutazione, come conferma la cancellatura della firma di Evola in alto a sinistra, visibile nelle precedenti fotografia dell'opera. Tale episodio testimonia piuttosto della qualità dei dipinti di Evola nell'ambito dell'arte astratta del periodo.
L'opera riassume alcune delle più evidenti caratteristiche del momento di infatuazione per il dadaismo da parte dell'artista, e vi riconosce la potenzialità di produrre un salto di livello in una dimensione superiore e astratta. Tale processo è dimostrato attraverso la complessità dei rimandi simbolici e delle caratteristiche compositive, in uno sviluppo da sinistra verso destra che ha il suo fulcro nella zona centrale, più chiara, in cui compare in basso un occhio e acui conduce la spirale che scende dall'alto. Le soluzioni grafiche fanno immediatamente pensare alle lettere "D" e "A" di Dada, e la parola "évidemment" viene ripetuta dalle voci di hhah e ngara nel poema La parole obscure du paysage intérieur.
f.t. (Francesco Tedeschi) |
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