STUDI EVOLIANI 2019 -Settanta anni de "Lo yoga della potenza"
(di AA. VV.)
Ritter, Milano 2020

SOMMARIO

 

 

Come si sa, è quasi una prassi che i cahier annuali di studi appaiano l'anno successivo a quello indicato in copertina e frontespizio. Non fa eccezione il nostro, che ha ormai da tempo assunto questa periodicità, dopo aver recuperato il tempo perduto. Sicché il Fato ha voluto che la sua preparazione si sia svolta in un tempo anomalo e sospeso, quello dell'emergenza sanitaria che nessuno scienziato, medico o astrologo avrebbe potuto prevedere. Una epidemia che ha investito rapidamente tutto il mondo, che è il simbolo della globalizzazione, cioè della modernità. Nessuno sa, a tutt'oggi, se sarà un bene o un male. A parte le centinaia di migliaia di morti, è dif?cile capire se la società, sia nel suo complesso sia nei singoli che la costituiscono, ne uscirà migliorata o peggiorata, anche se ognuno dà a questi termini un signi?cato diverso sul piano spirituale, psicologico e intellettuale, che è quello che a noi, in questa sede, interessa e importa.
In base ai principi che da sempre ci ispirano, auspichiamo un miglioramento che faccia cadere falsi valori e li sostituisca con altri, antichi ma nuovissimi, per il mondo che potrebbe venire. Julius Evola ha sempre sostenuto che un forte trauma avrebbe potuto essere salutare, in quanto azzeramento necessario per ripartire, dopo aver fatto tabula rasa dello status precedente; ma non avrebbe mai potuto immaginare che questo shock sarebbe giunto grazie all'impatto frontale di un virus invisibile per il quale al momento non ci sono rimedi speci?ci. Di certo questa epidemia, avendo colpito tutti i Paesi del mondo o quasi, porterà cambiamenti forse radicali nella vita sociale, ma non sappiano ancora se de?nitivi, uguali dappertutto, e se certi obblighi imposti oggi per necessità rimarranno in seguito per abitudine o paura.

 

(Dall'introduzione "Questo annuario 2019")