STUDI EVOLIANI 2016 - Evola e la cultura tedesca
(di AA. VV.)
Arktos Editrice, Torino 2017

 

SOMMARIO

 

Studi Evoliani ha finalmente assunto una sua regolarità e nel 2017 esce il numero dell'Annuario che si riferisce all'anno precedente, come in genere si usa. Speriamo di continuare così nonostante le difficoltà che si possono immaginare. Gli a r gomenti e il materiale di certo non mancano, per di più sempre di grande interesse come si vedrà anche questa volta.
Il convegno o r ganizzato dalla Fondazione nel dicembre 2016 è stato per l'occasione dedicato ai rapporti fra Julius Evola e la cultura tedesca, o per meglio dire con la cosiddetta “Germania segreta”, e qui si presentano le relazioni degli intervenuti: Giovanni Sessa ha sviluppato un inquadramento generale del tema; Giovanni Perez, curatore del quaderno degli scritti di Evola su Nietzsche, nel suo intervento ha illustrato il suo approccio al filosofo tedesco; il professor Massimo Donà si è occupato dei rapporti fra Jünger ed Evola; il professor Antonio Caracciolo, che a suo tempo curò l'epistolario fra i due, si è intrattenuto su quelli tra Evola e Carl Schmitt. Di altri autori di lingua tedesca il pensatore si occupò di diffondere le idee e i libri – Bachofen, Meyrink, Spengle r , tanto per citarne alcuni, ma ovviamente non si poteva trattare di tutti dati i limiti di un convegno.
Ma la parte più cospicua di questo fascicolo sono due scritti che da un lato fanno chiarezza su un evento spesso strumentalizzato dai denigratori ad ogni costo di Evola e dall'altro rivelano certi rapporti culturali del pensatore.
Il primo è dell'avvocato cassazionista, ma anche storico della cavalleria e del duello, Luigi Morrone, che in base anche ai documenti inediti custoditi nell'Archivio del'900 del MA R T , il museo di Rovereto, chiarisce e praticamente getta una nuova luce sul cosiddetto “caso Evola- Danzi” e sul presunto fatto secondo cui, come da vent'anni tutti si credeva, la rimozione dal grado di tenente di artiglieria di Evola nel 1934 fosse una diretta e inequivocabile conseguenza del suo rifiuto nel 1930 di battersi a duello con il giornalista che lo aveva sfidato. Ne esce adesso un quadro totalmente diverso che smentisce questa ricostruzione spesso strumentalizzata (Evola il “vigliacco”), anche se manca all'appello un documento militare che si sta nel frattempo cercando. La conseguenza data per certa tra un fatto (il mancato duello) e l'altro (la degradazione) giuridicamente non sussiste.
Il secondo saggio, dovuto ad un attento studioso e ricercatore come Fabrizio Gio r gio, ricostruisce attraverso documenti, testi e lettere, la vita e le opere di un poliedrico personaggio oggi ingiustamente dimenticato come Evelino Leonardi ed i suoi rapporti con Julius Evola, dove si scopre come il filosofo tradizionalista frequentasse negli anni T renta gli ambienti più eterodossi e, come oggi si dice, delle “scienze di confine”. Una ricostruzione, fra storia, scienza ed esoterismo, ampia e dettagliata sino ad oggi mai effettuata.

 

 

(Dall'introduzione "Questo annuario 2016")