STUDI EVOLIANI 2010 - Parte I
(di AA. VV.)
Arktos Editrice, Torino 2013

SOMMARIO

 

Gianfranco de Turris, in qualità di Segretario della Fondazione Julius Evola, nel presentare Studi Evoliani 2008 , riconobbe alla fattiva collaborazione del prof. Gian Franco Lami, una delle ragioni della rinascita dell'annuario di studi dedicato al pensatore tradizionalista. Oggi, a distanza di quasi tre anni dalla pubblicazione di quell'almanacco, cui fece puntualmente seguito Studi Evoliani 2009 , siamo costretti ad introdurre Studi Evoliani 2010 , nell'assenza del prof. Lami. Infatti, il filosofo politico dell'Università “Sapienza” di Roma, ci ha improvvisamente lasciati il 23 Gennaio 2011. La sua è stata una perdita significativa per il mondo intellettuale non rassegnato allo stato presente delle cose, e ancor di più lo è stata per la Fondazione Evola, alla quale non aveva mai fatto mancare il suo contributo organizzativo e critico. Gli studiosi di cose tradizionali, sanno quanto informate fossero le sue prefazioni alle raccolte tematiche degli scritti giornalistici del filosofo romano e quanto abbiano contribuito alla contestualizzazione storica del pensiero del Barone e alla sua valorizzazione. Forse, vale qui la pena ricordare ai distratti e agli smemorati, che in questo Paese sono una categoria in continua crescita ed espansione, l'altra faccia della medaglia, di questa dedizione di Lami all'esegesi di Evola. Intendiamo riferirci a come l'interesse evoliano abbia pesato, naturalmente in termini negativi, sulla “carriera” universitaria del professore che, guarda caso, non divenne, a causa di ciò, mai ordinario, nonostante i meriti “accademici” attestati dalle numerose e disparate pubblicazioni. Ma tant'è!
A maggior ragione, i lettori potranno apprezzare questo Studi Evoliani 2010 , quinto annuario della serie, che raccoglie la metà delle relazioni che insigni studiosi tennero al Convegno “Julius Evola e la filosofia” svoltosi, come i precedenti, a partire dal 2006, ad Alatri il 7 e 8 maggio 2010. L'evento fu realizzato grazie alla collaborazione tra la Fondazione Evola e la Scuola Romana di filosofia politica, che aveva in Lami il suo principale punto di riferimento teorico. Chiude il presente volume, nella sezione “Inediti e rari”, la pubblicazione integrale delle lettere che Evola inviò al notaio catanese Barresi, suo corrispondente, tra il 1948 e il 1951, e che in precedenza erano note solo per citazioni ed estratti (ad esempio nella nota introduttiva a Cavalcare la tigre ). Le lettere consentono di comprendere la genesi dei principali scritti evoliani del dopoguerra.

 

(Dall'introduzione "Questo annuario 2010")