Rassegna Italiana
(1933-1952)
A cura di G. F. Lami

Pagine Ed. - I Libri Del Borghese, Roma 2012

 

 

Quando nel 1994 uscì Metafisica del sesso, primo volume della edizione critica delle “Opere di Julius Evola” per le Mediterranee, la Fondazione creata da filosofo tradizionalista pensò di affiancare alla collana di Quaderni dedicata alla raccolta di testi brevi su un tema comune, anche una serie di veri e propri libri. Così nel 1995, nella collana che s'intitolò “Biblioteca evoliana”, apparvero Homo Faber di Elisabetta Valento sull'Evola artista e una voluminosa antologia che riuniva tutti gli scritti per Lo Stato , il mensile diretto da Carlo Costamagna, una delle più prestigiose riviste sulle cui pagine uscì la sua firma.
L'idea di riunire per testata le innumerevoli collaborazioni evoliane era dovuta a Gian Franco Lami, professore di Filosofia della politica alla Università di Roma “Sapienza” che si era laureato con una tesi proprio sul pensatore tradizionalista con il professor Augusto Del Noce. Da allora in poi Lami si è occupato praticamente di tutti i volumi così organizzati apparsi sino ad oggi e che dopo Lo Stato hanno raccolto gli scritti apparsi anche su L'Idealismo realistico , Vita Nova , Il Secolo d'Italia , La Nobiltà della Stirpe e La Difesa della Razza , Il Lavoro d'Italia , Il Lavoro fascista e Carattere , Augustea e La Stampa .
La possibilità di esaminare partitamente questi testi a carattere sia giornalistico che saggistico, ha permesso a Gian Franco Lami un approfondimento della strategia culturale di Julius Evola sia durante il ventennio fascista sia nel secondo dopoguerra, evidenziandone la coerenza d'intenti e la differenziazione degli argomenti a seconda del tipo di giornale o rivista e quindi del pubblico cui ci si rivolgeva, nonché l'intreccio di interessi e riferimenti, mai scollegati fra loro, ma che costituivano una ben precisa politica di “entrismo” nell'ambito della cultura del tempo.
Le introduzioni di Lami si presentano come saggi ampi e articolati, arricchiti da note esplicative in cui certi riferimenti sono approfonditi e ampliati, che, pur nella loro complessità e non sempre facilità di lettura, hanno però costituito un innovativo modo di procedere all'interno della “pubblicistica” evoliana, mai svincolata dalla più organica visione del mondo esposta nei suoi libri maggiori. In tal modo facendo da battistrada nei confronti di altri studiosi che ne hanno seguito le tracce pur senza rendergli il merito dovuto.
Un innovatore dunque nell'ambito degli studi su questo pensatore non sempre amato dalla cultura italiana. Infatti, solo contestualizzando e inquadrando nell'epoca in cui certi interventi furono scritti, si possono capire meglio le intenzioni, le prospettive, le strategie culturali di Julius Evola, e ovviamente lo spessore dei suoi riferimenti.
Gian Franco Lami è improvvisamente morto il 23 gennaio 2011 a 65 anni non ancora compiuti, lasciando un lavoro, che immaginava lungo e proficuo, a metà. Nel suo cassetto però sono rimaste due antologie evoliane completate, quella sul Regime Corporativo e quella sulla Rassegna italiana che ci accingiamo a pubblicare grazie alla disponibilità e alla lungimiranza dell'editore Luciano Lucarini che qui ringraziamo. Sono ancora una volta la prova della metodologia di Lami, del suo approfondire le questioni, del suo tipico impegno a rintracciare collegamenti e riferimenti, del suo scavare sempre più a fondo nelle tematiche di Julius Evola, anche le più controverse, come quella razziale.
E' auspicabile che altri, che si sono formati al suo insegnamento, vorranno in seguito riprendere il lavoro di esegesi là dove lui l'ha lasciato.

Fondazione Julius Evola

(La nota che introduce il volume)