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Tue, 11 May 2010 09:33:00

Evola, Filosofo della prassi o conservatore nichilista? - di Matilde Centaro




Al Convegno ad Alatri su “Evola e la filosofia” alcuni studiosi si confrontano sul pensiero del filosofo romano. Lami: “In Evola un legame indissolubile tra teoria e prassi”. Teoria della razza: “È una razza filosofica, non etnica”.

di Matilde Centaro


Si è svolta ad Alatri la due giorni dedicata al discusso filosofo romano del Novecento Julius Evola.

La manifestazione, dal titolo “Julius Evola e la filosofia”,è stata patrocinata dalla Scuola Romana di Filosofia, che  ha nel Professor Gianfranco Lami, filosofo politico dell’Università “Sapienza” di Roma, la sua figura di maggior rilievo.

L’incontro, nato dalla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Alatri e la Fondazione Evola, il cui segretario e giornalista Rai, dott. Gianfranco De Turris, ha presieduto il Convegno, ha visto intervenire studiosi di grande spessore. Tra essi il Prof. Luciano Arcella dell’Università de L’Aquila, il Prof. Giovanni Sessa, il Prof. Agostino Carrino dell’Università “Federico II” di Napoli, il Prof. Domenico Caccamo della “Sapienza”, il Prof. Davide Bigalli dell’Università di Milano, il sociologo Carlo Gambescia, il Prof. Mario Conetti dell’Università dell’Insubria e alcuni altri.

Molti i temi dibattuti e le questioni portate alla luce in merito all’interpretazione di una filosofia e di una personalità che tuttora fa discutere gli esperti e che è stata recentemente riconosciuta tra le più rilevanti nel panorama filosofico novecentesco italiano, affiancata a quelle di Benedetto Croce e Giovanni Gentile.

Dal rapporto con Hegel e con l’Idealismo europeo a quello con Freud e Nietzsche, dagli influssi magici ed ascetici di stampo orientaleggiante alla visione del Medioevo e del Ghibellinismo italiano, dal tradizionalismo alla filosofia della prassi, un’ampia fetta del pensiero evoliano è stata analizzata da differenti angolazioni, generando opinioni discordanti, alle volte antitetiche.

Prima fra tutte l’opposizione tra chi si domanda se sia lecito parlare per Evola di filosofia politica, data la sua avversione per tutto il mondo moderno e dato il suo nichilismo sostanziale, e chi, invece, ravvisa un indissolubile legame tra teoria e prassi nella sua filosofia. Tra questi il Prof. Lami ribatte: “La filosofia evoliana non è né rivoluzionaria, né conservatrice. Si può parlare, piuttosto, di restaurazione creatrice. Non si tratta di nichilismo, ma di pessimismo”.

Tra i temi trattati, la questione del controverso rapporto Evola-Hegel. C’è chi, infatti, tra gli esperti, come il Prof. Sessa, riconosce in Evola “un ultimo tentativo di superare l’abbraccio hegeliano. Evola rende esplicito ciò che nell’Idealismo era implicito: il Nichilismo”. Opinione discordante quella del saggista Giandomenico Casalino che, attribuendo sia ad Evola che ad Hegel un riavvicinamento al senso originario della filosofia greca costituito dal rendersi simili a Dio, sostiene che Evola ed Hegel si collochino su una stessa posizione.

Respinta infine all’unanimità dal Convegno la sedimentata accusa di razzismo da sempre mossa ad Evola. Il filosofo romano parlerebbe, infatti, di una razza filosofica e non etnica.

Il Convegno porta in primo piano, quindi, una figura per troppo tempo rimasta all’ombra di Croce e Gentile, i due giganti del Novecento filosofico italiano. Una figura riscoperta recentemente nella complessità del suo pensiero e delle sue interpretazioni.


Matilde Centaro - Italia chiama Italia


















































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